Psalms 39NR94

1Al direttore del coro. Per Iedutun. Salmo di Davide. Io dicevo: «Vigilerò sulla mia condotta per non peccare con le mie parole; metterò un freno alla mia bocca, finché l' empio mi starà davanti».

2Come un muto sono stato in silenzio, ho taciuto senz' averne bene; anzi, il mio dolore s' è inasprito.

3Il mio cuore ardeva dentro di me; mentre meditavo, un fuoco s' è acceso; allora la mia lingua ha parlato.

4O SIGNORE, fammi conoscere la mia fine e quale sia la misura dei miei giorni. Fa' ch' io sappia quanto sono fragile.

5Ecco, tu hai ridotto la mia esistenza alla lunghezza di qualche palmo, la mia durata è come nulla davanti a te; certo, ogni uomo, benché saldo in piedi, non è che vanità. [Pausa]

6Certo, l' uomo va e viene come un' ombra; certo, s' affanna per quel ch' è vanità; egli accumula ricchezze, senza sapere chi le raccoglierà.

7E ora, o Signore, che aspetto? La mia speranza è in te.

8Liberami da tutti i miei peccati; non abbandonarmi agli scherni dello stolto.

9Sto in silenzio, non aprirò bocca, perché sei tu che hai agito.

10Allontana da me il tuo flagello! Io mi consumo sotto i colpi della tua mano.

11Castigando la sua iniquità tu correggi l' uomo, distruggi come tarlo quel che ha di più caro; certo, ogni uomo non è che vanità. [Pausa]

12O SIGNORE, ascolta la mia preghiera, porgi orecchio al mio grido; non essere insensibile alle mie lacrime; poiché io sono uno straniero davanti a te, un pellegrino, come tutti i miei padri.

13Distogli il tuo sguardo, perché io respiri, prima di andarmene e scomparire.

1994 Società Biblica di Ginevra

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